Biografia

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Gabriele Fiolo
Nato a Bologna 1.7.64

È importante "pensare" una fotografia, darle un soggetto preciso, e poi eliminare il più possibile ciò che è superfluo. Stabilire che cosa comprendere in un'inquadratura però non è tutto.

Non esiste in assoluto al mondo una foto bella o una foto brutta, al di là della tecnica, della composizione e del contenuto informativo o estetico che caratterizza la foto, chi guarda attribuisce alla foto giudizi in base al suo patrimonio conoscitivo e culturale (quello che per uno è noto da tempo per un altro può essere completamente nuovo). L'originalità che diamo ad una foto dipende esclusivamente dal bagaglio di esperienze e conoscenza che possediamo, l'ultimo fattore che decreta, a nostro insindacabile giudizio, se una foto "ci piace" o meno è il contenuto emozionale chi ci trasmette la foto che osserviamo.
Buona Luce

Per me l'apparecchio fotografico è un quaderno di schizzi, lo strumento dell'intuizione e della spontaneità, il padrone dell'attimo che, in termini visivi, interroga e decide insieme. Per "esprimere" il mondo, bisogna sentirsi implicati in ciò che si ritaglia attraverso il mirino. Quest'atteggiamento esige concentrazione, disciplina spirituale, sensibilità e senso della geometria. Solo con una grand'economia di mezzi si può raggiungere la semplicità d'espressione. Fotografare è trattenere il respiro quando tutte le nostre facoltà convergono per captare la realtà che scorre; è allora che cogliere un'immagine diventa una grande gioia fisica e intellettuale. Fotografare è riconoscere nello stesso istante e in una frazione di secondo un fatto e l'organizzazione rigorosa delle forme percepite visualmente che esprimono e significano quel fatto: è mettere sulla stessa linea di mira la testa, l'occhio e il cuore.

H.C.B.